lunedì 4 giugno 2018

Il futuro dei blog: ma ne hanno davvero uno?!

Nel mio ultimo post (oramai scritto e pubblicato più di due mesi fa), spiegavo come crogiolarsi nell'anonimato mediatico e come l'attività di blogger sia ad oggi molto competitiva.

Diciamo che già è difficile trovare il tempo per ritagliarsi dei momenti da dedicare alla stesura grammaticalmente corretta di un contenuto, figuriamoci trovare argomenti che abbiano appeal e figuriamoci ancora di più se dobbiamo pure farci spazi tra i grandi influencer della rete.

Sempre più spesso le persone si affidano a guru digitali che spesso mi risultano più ridicoli che altro e ancor più spesso saltano il passaggio blog e seguono la loro attività direttamente sui social.

Eh si perchè non c'è alcun motivo abbastanza convincente per leggere un articolo intero se con due colpi di pollice si possono scorrere immagini e citazioni scopiazzate. E poi adesso che sono arrivate le story di Snapchat, Facebook, Instagram... vuoi mettere?!

Ebbene, risulta sicuramente più facile guardare video assolutamente inutili che raccontano frammenti di "vite" perfette piuttosto che impegnarsi in contenuti più sostanziosi.

Forse sto raschiando il contenitore dell'ovvio, però ogni tanto mi fermo e mi chiedo "dove siamo arrivati?" Esistenze distrutte dai social media, leoni da tastiera e cyberbulli, ragazzini che si atteggiano come star di youporn, milf dal selfie compulsivo e giudicanti che si improvvisano tuttologi.

Siamo vittime e carnefici di tutto questo sistema malato, eppure basterebbe davvero poco per utilizzare questi canali in maniera positiva invece di cadere nel degrado più totale. Come la vicenda della Madre che per sponsorizzare il suo programma dimagrante ha sfottuto altre mamme scatenando l'attenzione della Lucarelli. E allora diamo il via alla gogna virale, che figurati lei è stata sicuramente ignorante nell'esprimersi in quei modi, ma noi non possiamo mica tirarci indietro quando  imc'è in ballo un bel linciaggio mediatico.

Una società fatta di schieramenti, di critiche, di insinuazioni, di supposizioni e fraintendimenti. Ma questo non implica impegno? Odiare, insultare, fomentare non è forse più faticoso che leggere un bel blog di viaggi tuffarsi in un libro di storie di vite meravigliose che hanno veramente valso a qualcosa?

E l'unica cosa che mi viene da scrivere per commentare tutto questo controsenso, è un bel #ghesboro!
Che tradotto per il resto d'Italia corrisponde ad un immenso #sticazzi.





giovedì 1 marzo 2018

mercoledì 6 dicembre 2017

L'arte di ciascuno di noi, esiste davvero?

Vorrei semplicemente essere speciale in qualcosa.

Intendo veramente brava, non accettabile, non mediocre: brava.
E mi accontenterei di un "come allacci le scarpe tu, nessuno mai". Sarebbe già qualcosa.

Sono stanca di sentirmi una delle tante.

Mi piacerebbe eccellente nel lavoro, ma forse mi piacerebbe ancora di più essere inimitabile nei rapporti con le persone.

Vorrei essere una che "con te mi ritorna sempre il sorriso".


lunedì 4 settembre 2017

Le cose semplici non fanno per me

Sto attraversando un periodo non troppo facile, anzi.

Provo a fare il punto della situazione.

Ho da poco cambiato lavoro e riscontro le prime difficoltà professionali e relazionali. Mi inserisco in una realtà spaccata in due tra titolari e dipendenti che pare non vogliano interagire. Io, manager commerciale, sto nel mezzo e mi ritrovo ad essere esclusa da tutte le iniziative che i miei colleghi organizzano perchè ?!.. Mi è stata data una sorte di spiegazione, ma magari sto semplicemente sul cazzo a tutti e io mi rattristo dinnanzi a tanta freddezza.

A casa la situazione è sempre caotica: ci sono, non ci sono, il cane rompe, la tua roba da stirare, quando torni, cosa fai, ma mi lasci di nuovo il cane.

Fisicamente mi sento uno schifo. Palestra ormai abbandonata, regime alimentare pessimo, mi trucco solo in rare occasioni. Tanto nessuno noterebbe la differenza.

Poi veniamo alla parte migliore. Un rapporto obiettivamente in crisi, decisioni difficili da prendere, realtà che forse non si vogliono ammettere. Diciamo che tutte le condizioni che stiamo vivendo in questo periodo ci remano contro: nervosismi mal gestiti e sfogati, tempistiche e modalità di reazione diverse, senza scordare il fattore caratteri opposti. Insomma sulla carta uno schifo. E adesso una settimana senza vederci ne sentirci per capire. Io sono già attaccata a playlist forever alone style da ieri e mi sembra tutto un vero casino. Razionalmente mi dico che sarebbe meglio lasciar perdere tutto e ognuno per la sua strada. E proprio in questa situazione mi rendo conto che è lui che voglio nella mia vita, tutto il resto passa in secondo piano. So benissimo di esserne innamorata e che ci sono centinaia di cose che mi mancherebbero. Però bisogna fare i conti con l'infelicità reciproca, con quei maledetti caratteri opposti. Allora mi chiedo: l'amore basta? Non sarebbe più semplice forse trovare una persona più simile a noi stessi senza lottare in questo folle accanimento terapeutico? Non so ancora darmi una risposta, non so nemmeno se mi manca il coraggio di rimanere e viverci dando il tutto per tutto, o forse mi manca quello di andare.

Una cosa è certa: sto proprio di merda.





mercoledì 19 luglio 2017

Tranne me.

Ci risiamo.

Si sa che Facebook non è il migliore amico degli sfigati: ovvero, quando sentì che la tua vita (o alcuni aspetti specifici di essa) stanno andando con il freno a mano tirato -per non dire di merda- allora ecco che ti compaiono determinate persone che non vedi tra i risultati della tua home da mesi e mesi, se non anni e anni. Cos' hanno in comune tutti questi tuoi carissimi "amici" della rete?! Fanno cose che vorresti fare tu, dannazione!
E i campi possono essere tra i più disparati, ad esempio: viaggi, diete concluse con successo, cerimonianze varie, lavori fighissimi, traslochi esilaranti, e altre attività di ogni tipo. 

Sarà perché è estate, fa caldo e sono insofferente. Ma è possibile che mi compaiono solo dettagliatissime testimonianze fotografiche dalle mie compagne delle elementari, medie, superiori e università che si sposano o figliano?! Nella loro vita perfetta, con compagno/ marito che si mette pure a disposizione per fare grandi selfoni sorridenti! E qui sento Fabri Fibra nelle orecchie che mi canta Tranne Teeeee e mi sento una povera idiota che non ha nemmeno una casa dove sistemare le proprie cose.
Ok santa pazienza, una cosa alla volta... per quest'anno ho già fatto un cambio lavoro iniziando una professione completamente nuova, quindi mi dedicherò a giocare con questa nuova distrazione e farò finta che per ora mi accontento così. 

Comunque ho comprato un nuovo weekly planner da Pull & Bear quindi nessuno può togliermi questa felicità, nemmeno Facebook.



mercoledì 5 luglio 2017

Sogni infranti.

Vi dirò sarà che sono immersa in una di quelle serate solitarie, che desideri sempre tanto ma che difficilmente riesci a ritagliarti. Sarà anche che sto ascoltando i pezzoni più deprimenti degli Smashing Pumpkins e inviando lettere di dimissioni, quindi potete solo immaginarveli i pensieri di questa afosa serata di luglio.

Sto riflettendo sul bilancio della mia vita. Mamma mia "pensare fa male" mi direbbe qualcuno. Il problema è che sono cosa a cui ultimamente non riesco ad allontanare. Ebbene si, perchè a volte non mi arrendo al fatto che fino a qualche anno fa avevo dei sogni ed ero fermamente convinta che li avrei realizzati. Magari non esattamente così come li avevo immaginati nella mia testa, ma almeno un bagliore di quei progetti l'avrei raggiunto.

Vediamo un po', cos'è che avrei tanto voluto dalla vita.
Innanzitutto cani, almeno un paio (un maschio e una femmina ovviamente) che mi avrebbero regalato la gioia di vedere tanti piccoli cuccioli gironzolare per casa.
Ok diciamo che è qualcosa a cui posso rinunciare. Per ora.

Poi, un lavoro.
Immaginavo che nel giro di qualche anno avrei trovato la mia strada professionale, avrei fatto carriera e magari mi sarei costruita qualcosa di mi da implementare passo dopo passo.
Umh. Sono al mio quarto impiego dopo la laurea e mi rendo sempre più contro che le persone sono fisso strane, soprattutto in ambito lavorativo tirano fuori il meglio e il peggio di se stessi e un po' alla volta pure tu sei portato a farlo. Beh sta di fatto che adesso alla soglia dei 31 mi ritrovo dinnanzi ad una nuova sfida, accetto e ci provo. Speriamo solo che arrivi quella tanto ambita serenità, quell'equilibrio e quelle soddisfazioni che tanto cerco.

Gran finale, una famiglia.
Sicuramente figli entro i 30, figurati! A 28 anni mi sposo e un paio li sforno nell'immediato, poi arriverà anche il terzo perchè si sa 3 è il numero perfetto!
Certo Carlotta, convinta... tutto questo accadrà si, nel duemilaecredici!
No. questa è la parte della realtà con cui fa più male scontrarsi.
Forse perchè non dipende da me.
Adesso sono costretta ad auto-convincermi che queste cose in fin dei conti non le voglio, che c'è tempo. Ma la verità è che ho sempre sognato tanti sorrisi, un giardino grande e mangiare anguria nelle sere d'estate.

E questo maledetto mondo digitale in cui ti riscoprono così fastidiosamente SOCIAL appesantisce tutto, perchè sembra che chiunque abbia realizzato qualcosa di concreto nella propria vita tranne Me.
Forse l'errore è stato sognare e desiderare troppo, senza rendersi conto di dove stavo e sto andando. Mi sento persa come quando avevo 21 anni, con l'unica differenza che adesso ho un decennio in meno per concretizzare quei fottutissimi sogni.

Merda.




lunedì 6 marzo 2017

Dietro lo schermo leoni, nella vita coglioni.

In questi giorni penso sempre di più ad una problematica che si sta facendo sempre più preoccupante: il cyberbullismo. Questo concetto si diversifica in mille varianti e gradi, però dietro a questi grandi coglio** ops leoni dalla tastiera facile, c'è una grande insicurezza e astio verso il prossimo. Questi sentimenti negativi, mai risolti, inducono questi elementi ad avvalersi di strumenti digitali con estrema superficialità con il puro scopo di denigrare gli altri e sentirsi quindi più forti. Dietro a smartphone e computer si celano persone che preferisco elargire offese piuttosto che confrontarsi con il mondo reale: è più facile non avere il proprio interlocutore davanti agli occhi e sputare cattiverie digitando tasti a caso. Alle volte le dita sono più veloci del cervello. 
Mi chiedo perché bisogna arrivare a questo punto? Che soddisfazione può dare schernire e mettere altre persone in difficoltà?!
Sempre di più credo che da qualche parte abbiamo fallito, tutti. Perché se permettiamo -o addirittura alimentiamo- certi comportamenti la colpa non è di pochi casi isolati, ma di ciascuno di noi. Vorreste dirmi che la sofferenza di una persona non è più importante?! Si preferisce guardare un video e riderne, piuttosto che invitare a riflettere la persona che ce l'ha inoltrato??
Penso ai ragazzini suicidi che si sono tolti la vita perché violentati nei social media, penso alle ragazze svergognate con i video dei loro momenti di intimità, penso alle ragazzine che impazziscono per i personaggi di uomini e donne e si scagliano l'una contro l'altra in base allo schieramento (manco fosse la guerra delle due rose)... e poi ci sono esempi di vita e di forza, come Bebe Vio, che invece di essere elogiata per la sua determinazione e tenacia, viene bersagliata di insulti per la troppa attenzione mediatica a quanto pare ingiustificata.
Commenti dispregiativi, foto e filmati hard, minacce, tweet cinici e taglienti. È tanto divertente vomitare sentenze in 140 caratteri?! Spero allora che la vostra esistenza sia piena di successi social e che al vostro funerale al posto di lacrime e fiori ci siano milioni di like e tweet, magari anche un video in live streaming così i vostri follower non sono nemmeno tenuti a presenziare.

giovedì 5 gennaio 2017

Cosa succede dopo i trenta.

Sono sincera, ho sempre pensato che l'età fosse solo un numero. Niente di più, una cifra che stava lì, affianco a nome, cognome e indirizzo.
Quest'estate ho compiuto un numero importante, una tappa non trascurabile, anche se non ci ho mai dato importanza. Non mi sono mai realmente soffermata sui miei trent'anni. Ma dopo qualche mese ho percepito una sensazione strana, ho avvertito la consapevolezza del mio cambiamento, sono riuscita a guardare in maniera distaccata alla persona che ero e capire -più o meno- quella che sono oggi.

In realtà non ho ancora colto chi sono e il mio scopo nella vita, ma mi sento diversa.

Chi ero?
La perfetta cogliona: impulsiva, arrogante, insicura senza rendermene conto, polemica, fancazzista. Durante i miei vent'anni tra momenti felici e festaioli, ho avuto anche parecchie delusioni, un amore importante finito, qualche amicizia chiusa, risultati universitari mediocri. 
Era un continuo fregarsene e poi pentirsi. 
E dal periodo in cui eravamo tutti amici, tutti insieme facevamo le stesse cose, si usciva, ci si confidava, ci si estraniava dalla realtà, sono precipitata in una fase in cui non mi interessava più di nessuno. Ero convinta che fossi indifferente alle altre persone, quindi perchè doveva importarmene di loro? Mi chiedevo cos'avessi di sbagliato, perchè non piacevo a tutti, perchè non riuscivo ad essere perfetta come tutte le persone accanto a me. Perchè tutto mi stava andando storto, mentre gli altri vivevano felici?

Poi, gradualmente, ho smesso di farmi domande.

Ho detto basta con i sensi di colpa. Mi sono fidata degli altri e di me stessa. Forse tanto male non ero se avevo qualcuno che a me ci teneva e tuttora ci tiene. Ho cominciato a considerare le persone che mi erano più vicine e non quelle su cui volevo fare colpo. A lasciare andare i rapporti sterili, per curare di più quelli importanti. Ho smesso di avere paura che le cose accadessero o addirittura non accadessero. 

Chi sono?
La solita di sempre, ovvio. Incostante l'avevo detto? Ecco si, tante idee e progetti in mente ma di una concretezza effimera. Sognatrice sempre. Impulsiva, meno. Saggia, per gli altri. Arrabbiata con il mondo, solo a volte. 

La differenza è che adesso spero di aver capito che va bene così.

Non sono rassegnata, ma semplicemente accetto e riconosco i miei limiti. Non me ne colpevolizzo più. Certo, il tentativo di migliorarsi c'è sempre ma la vivo con positività, come arricchimento e non con la costante ansia di essere inadatta.

Provo ad allontanare i dubbi ed i pensieri e vivere in base alle sensazioni. Cerco di essere la persona che piace a me stessa e non quella che secondo me potrebbe piacere agli altri.

Ed anche nei rapporti sono cambiata. Valuto come si comportano le persone nei miei confronti, i piccoli gesti che mi regalano, senza star lì a guardare ciò che non hanno fatto. 
A trent'anni -forse- ho capito che puntualizzare non serve.  Meglio essere flessibili che ragionare a rigor di logica. Meglio un sorriso oggi, che una fabbrica di cioccolato domani.


Quindi buoni propositi per il 2017?

Essere felice.





















martedì 15 novembre 2016

ART Fall - Winter 2016/'17: mostre ed esibizioni da non perdere quest'inverno!

Il mondo dell'arte mi affascina e mi appassiona da quando sono nata, così come la musica, la fotografia, il design... Tutto ciò che è manifestazione del genio umano rapisce sia la mente che il cuore!
Il nostro paese è fortunatamente ricolmo di musei e luogo di culto artistici, molto spesso però mi ritrovo ad informarmi all'ultimo sulle manifestazioni che ci sono... Quindi sono qui a consigliarvi -e a ricordare a me stessa- tutte le mostre che vorrei visitare nelle prossime settimane!

domenica 24 luglio 2016

Impara l'arte di vivere.

Solo nella paura, scoprirai cosa vuol dire avere coraggio.
Solo nella sofferenza, riconoscerai la felicità.
Solo nellI'incertezza, capirai i punti fermi della tua vita.
Solo nella difficoltà, vedrai emergere la tua forza. 
Solo nel pianto, ti accorgerai dell'importanza della comprensione.
Solo nel dolore, imparerai la tua resistenza.

Si dice che ciò che non ti uccide, ti fortifica. Nella vita, solo nei momenti più difficili si può capire veramente chi sono le persone importanti, che ti rimangono affianco, in qualunque situazione. Si capisce molto anche su se stessi, ci si mette alla prova e si riesce a tirar fuori qualità che nemmeno si pensava di possedere.
La vita va vissuta con persone che meritano: tutto quello che è superfluo e non ti fa stare bene va eliminato seduta stante. Che sia un amico superficiale, un fidanzato possessivo o un capo irrispettoso. Non serve superare il limite di sopportazione, le cose e le persone che ti provocano malessere vanno lasciate andare per quelle che riescono a darti qualcosa di positivo.
Non permettere mai che ti si porti via il sorriso.




martedì 19 luglio 2016

Le amicizie che valgono

Le amicizie sono un po' come un blog: devi starci dietro, amarle e dedicare loro le giuste attenzioni. 
La costanza e l'equilibrio sono alla base di un rapporto sano, altrimenti si può parlare di sporadiche frequentazioni di circostanza che poi finiscono nell'oblio relazionale di ciascun essere umano. 


Le amicizie, quelle vere, sono il messaggio idiota che puoi mandare solo a quella specifica persona e non ad altre. Sono la chiamata lunga un'ora e mezza per raccontarsi e quell'abbraccio sincero dopo tanto tempo che non ci si vede. 



L'amicizie, quelle che valgono, conoscono i nomi di tua mamma e tuo papà, sanno che carattere hanno e si ricordano perfettamente gli aneddoti più memorabili che li riguardano. Sono quelle amicizie che ti regalano un portafortuna prima di un tuo viaggio e aspettano il tuo ritorno.
Sono quelle amicizie a cui puoi raccontare tutto, senza aver paura di essere giudicato e che -anche se non parli- ti capiscono al volo. 
Sono quelle che si ricordano, quelle presenti anche se distanti, quelle che nonostante tutto ci sono sempre.


In amicizia non è tutto rosa e fiori, anzi... Ho sofferto molto per alcune persone, ma negli anni ho capito che non ne valeva proprio la pena: un amico non ti fa versare le lacrime, ma le asciuga delicatamente dal tuo viso.



venerdì 1 luglio 2016

Cicatrici non visibili ma indelebili.

Non posso lamentarmi della mia vita. In realtà spesso lo faccio, mi crogiolo in autocommiserazioni per tirarmi su il morale quando la luna è storta, inversa ed avversa.
Però in fin dei conti... Sono sana, ho una famiglia pazzesca, un fidanzato rispettoso, un lavoro che mi piace, un tetto sopra la testa.

E quando faccio queste considerazioni ripenso inevitabilmente a chi non ha tutto questo. Non mi riferisco a casi estremi che conosco parzialmente, ma le persone che mi sono vicine e che dalla vita sono state messe alla prova duramente. Le loro sofferenze per andare avanti a testa alta. Per riuscire a reggersi sulle proprie gambe sempre e comunque. Le ho viste lottare per questo, alcune fallire, ma mai arrendersi.
Anche quando la malattia sembrava avesse preso il sopravvento, forse si sui loro corpi, ma sul loro spirito mai.
A volte ho pregato, ho chiesto a Dio di portarmi via un braccio o una gamba per cercare di barattare per loro una condizione migliore. 
Probabilmente non ho capito che le migliori sono loro: perfette nel loro dramma quotidiano, e io a loro confronto sono così piccola ed insignificante.


mercoledì 25 maggio 2016

Difficile rispettare i patti, quando il destino ti è avverso.

Avevo preparato un bellissimo post, ero giunta quasi alla conclusione. Aveva senso logico e faceva pure un po ridere. Ero riuscita a rispettare il mio buon proposito di scrivere almeno due volte al mese. Si, avevo fatto tutto questo. E poi?
E poi, ho chiuso l'app senza pensarci e salvare la bozza.
E allora ditelo che non ho il cervello conformato a semplificarmi la vita.

Quindi, ricapitolando:
Mi sto adattando a parecchi cambiamenti, tra cui essere tornata a vivere a casa con i miei, aver cambiato lavoro, aver stravolto le mie sane abitudini alimentari e motorie... Alcune cose sono andate migliorando, altre -come conferma la bilancia- beh diciamo che sono work in progress. La mia estetista facendomi la pulizia del viso mi ha chiesto se per caso questo è un momento difficile..."no perché sai, hai alcune imperfezioni proprio sull'arcata sopracciliare, e la zona dello stress!"
Bene insomma, tutto regolare!
Cerco di fare respiri lunghi e profondi ma no, questo non è esattamente un bel periodo. 
Sono molto nervosa e avverto il mondo esterno come un ostacolo alla mia serenità. Non credo che tutto questo sia dovuto al ciclo.
Penso sia correlato ad una sorta di circolo vizioso che rimbalza tra sensi di colpa e pigrizia. People from disagio.
Comunque mi rendo conto che c'è gente che sta peggio: 50enne di fronte a me che descrive agli amici accoppiati il suo amore di barboncino con rispettiva daily routine, 30enne con splendida bimba in braccio alla nonna che insulta il marito che lavora troppo ed è a casa solo la domenica, coppia di amiche che parlano di delusioni amorose e due di picche giganti.
Vabbe mi finisco il mio spritz in solitaria mente aspetto l'arrivo delle mie squilibrate preferite.

Compiti fatti,
Baci e saluti.


lunedì 2 maggio 2016

Scremature di food blog

Mi rendo conto di quanto sia difficile tenere aggiornato un blog, persino il mio che è un diario di pensieri disordinati e alle volte un po' confusi... Mi rendo conto di quanto sia difficile dedicargli sempre il giusto tempo ed entusiasmo, destreggiandosi tra lavoro, fidanzato, palestra, cane e riposo.
Tutti i giorni mi ritrovo a fantasticare splendidi articoli e non vedo l'ora di metterlo nero su bianco... Purtroppo la maggior parte delle volte rimangono nella mia testa, e poi boh... Direttamente nel dimenticatoio. 
Voglio bene al mio blog, anche se è uno spazio solo per me. E spesso mi sento in colpa verso di lui perché meriterebbe le giuste attenzioni da parte mia, villana che non sono altro!
E penso a tutto questo perché al momento sto spulciando food blog e nel marasma editoriale, ce ne sono alcuni che ti fanno venire voglia di addentare lo scherzo e altri... Che vabbe non tutte le ciambelle escono col buco! Ne ho visti di aperti, ma senza manco un post, non aggiornati, brutte ricette, brutte grafiche, brutte foto, brutti layout... De tutto e de più! 
Quindi, dopo aver visto il meglio ed il peggio del web ho fatto un fioretto: almeno due volte al mese devo scrivere. Posso farcela. Ci credo. Avanti tutta. 
Maggio è appena iniziato e sono già a metà dei compiti... Coraggio!
Nel frattempo, mi rimetto a ficcare il naso nei blog altrui... Cause lavorative eh!
Nuovi progetti in vista, è tempo di prendere le mie idee e non lasciarle che finiscano chissà dove nei meandri sconnessi della mia mente. 





A presto,
Carlinlove


mercoledì 9 marzo 2016

Una vita spaccata in due.

Piove... beh si siamo a Londra cosa posso pretendere?
Però oggi è incessante, non smette nemmeno un secondo. Come si direbbe dalle mie parti "scravassa".

Le mie parti... quei posti lontani dove ci sono tutti, tranne me. 

Io sono qui, per cercare di superare una nuova sfida. L'ennesima, lontana da casa.
Sono una persona che si adatta facilmente e trovo stimolante immergermi in posti e condizioni diverse. Ma queste nuove situazioni -seppur eccitanti- non esulano dai sacrifici, perchè casa mi manca e non poco.

Dopo Milano, dopo Brescia, eccomi di nuovo qui, a fare i conti con due realtà distinte.
Imparare, cercare lavoro, vivere a Londra, mentre tutti i miei affetti e la quotidianità che sogno di poter raggiungere un giorno sono in Italia.

Questa città è incredibile, ha tanto da darmi e ogni giorno sento che sto ricevendo qualcosa. Mi sforzo di apprendere il più possibile, perchè so che è necessario, so che mi fa bene.

Eppure ripenso inevitabilmente ai sabato mattina al mercato, in bici, mentre io e Daniele ci fermiamo a bere uno spritz e arrivano anche gli altri. Ripenso al profumo degli abbracci di mia mamma, soffici ed intensi. Perchè lei quando ti prende ti stringe forte e tu devi fare altrettanto. Le mie amiche si scrivono sulla chat "chi è in giro stasera?" e me le immagino, le loro risate. E poi ci sono le coccole delle mie creature canine, le corse in giardino e i tiepidi pomeriggi soleggiati che si infrangono sulla campagna.

La frenesia vs la serenità. La multientia vs il detti veneti. La tendenza vs la sostanza. I conoscenti vs la propria famiglia.

Una vita spaccata in due. 


L'amicizia.

Inutile nascondersi dietro il detto "pochi ma buoni" perché c'è una lieve differenza tra il saper stare al mondo e instaurare amicizie di convenienza.

C'è poco da fare, se una persona ha soltanto un paio di amici "stretti" -che per altro non vede mai- non è che sia selettiva, la verità è che è stronza.

lunedì 15 febbraio 2016

Approdata in terra anglosassone.

Olè si, finalmente ci sono.
Da quanto tempo ormai dicevo "ora preparo la valigia e scappo via!"
Bene, l'ho fatto. Ma la mia -inaspettatamente- non è stata una fuga frustrata alla ricerca di qualcosa che mi rendesse felice. No.
Sono tornata a casa per Natale, avevo famiglia, fidanzato, amici, cani... Non potevo desiderare felicità più dolce.
Questa è stata una scelta consapevole, serena, liberatoria. E' stata una strada per esaudire un mio desiderio, che tenevo fermo lì ormai da anni. Ho aperto il famigerato cassetto e ho tirato fuori quel piccolo sogno di partire, per ripartire. Per fare un'esperienza diversa, per me stessa.
Quindi disoccupata, con qualche chilo di panettone in più e tante nuove idee ho chiuso faticosamente la cerniera del mio trolley e sono andata.
Ora mi trovo a Londra, ospitata dalla sorella di mio cognato, pronta e carica per questo nuovo viaggio di vita.


mercoledì 13 gennaio 2016

Si ricomincia da capo.

Eccomi qui, dopo mesi dal conseguimento della mia seconda laurea a fare i conti con un contratto a termine non rinnovato.
Il mio rapporto lavorativo è finito. Evviva.
A due giorni da Natale mi è stato cortesemente comunicato che purtroppo la mia posizione aveva dei costi che l'azienda (stiamo parlando di una multinazionale inglese, leader nel settore del giocattolo e modellismo) non può permettersi.

Certo l'avidità delle persone non ha mai fine (fa veramente gola quel misero margine di "guadagno" risparmiato dal mio stipendio), ma non credevo che ci fosse ancora gente realmente convinta che io mi potessi bere una giustificazione del genere.

Primo: dato che non mi sono mai state date indicazioni o suggerimenti sul fatto che la mia figura professionale fosse a rischio -anzi-  non ero assolutamente preparata all'evenienza che non ci sarebbe stato un proseguo.

Secondo: nessuno aveva mai esposto lamentele su come svolgessi le mansioni, anzi mi sono sempre ritrovata ad adempiere senza fiatare i compiti più disparati, dimostrando sempre grande e comprensione e dedizione anche nei periodo più difficili. 

Terzo: ammettiamo allora che sia un problema di costi, ok però era una riflessione affrontabile mesi fa quindi non era assolutamente necessario sganciarmi il pacco di Natale senza un minimo di preavviso in modo da potermi adoperare per cercare altro.


Ma se "la risposta" dalla casa madre non arriva -e lasciamo perdere il fatto che in ogni modo è possibile trovare un escamotage per tenere una persona se ci tieni-, tu che sei la responsabile della filiale italiana e quindi mia unica datrice di lavoro effettiva, avresti come minimo il dovere etico e sociale di fornire ai tuoi dipendenti un'indicazione sui rispettivi futuri lavorativi. 
Le opzioni sono 3:
1. la risposta la sapevi e non me l'hai comunicata per paura che potesse incrinare il mio rendimento;
2. non ti interessava minimamente aggiornarmi e non hai nemmeno esatto un verdetto;
3. oppure pur avendolo richiesto alla casa madre non ti nemmeno hanno cagata.


Non so cosa sia peggio essere una falsa, una stronza o una sfigata.


Tutti questo mi porta solo ad una conclusione, la scorrettezza negli ambienti professionali è dilagante.
Perciò evitiamo proprio di lamentarci dell'Italia che va male, della classe politica corrotta, degli statali paraculo, delle baby pensioni e delle banche mangiasoldi come se fossero elementi distanti anni luce da noi. 


Le persone di merda sono dietro l'angolo.



giovedì 3 dicembre 2015

Fashion magazine: chi sono i migliori e peggiori del web

La moda è sempre stata per me soprattutto fonte di ispirazione, non ne sono mai stata vittima. Ovvero, ho sempre ammirato il suo lato artistico, ma non sono mai entrata in fissazione per il trend del momento. Per un periodo della mia vita è diventata oggetto dei miei studi e del mio campo lavorativo, non nego che un giorno spero di riallacciare i rapporti professionali con il settore del fashion.
Detto questo, è fisiologico che segua online e soprattutto sui social i vari profili ed account delle principali riviste di settore, dedicate soprattutto all'universo femminile. Non nascondo la mia perplessità verso molti di questi contenuti e rispettive modalità di comunicazione online: la versione digital molto spesso si rivela deludente rispetto a quella cartacea.


Parto in bomba citando il primo caso, che è rappresentato proprio da:

Il supremo imperatore degli editoriali di moda: Vogue.

Nessuno si aspetterebbe che la versione web della celebre rivista diretta da Franca Sozzani, possa mai cadere in fallo ed invece -oramai troppo spesso- mi trovo in accordo con commenti negativi che leggo sotto le pubblicazioni degli articoli su FaceBook.

1. I titoli dei post sono infantili, frettolosi e banali. 

Tanto da diventare quasi fastidiosi: il culmine è stato raggiunto quando ho letto l'esclamativo "TOP!" oppure "selfie", "trendy" "super bellissima", "super chic", e porre continuamente domande alla disperata ricerca di attenzione... ma che è il Cioè?!?!?!? No, no no e poi no!

2. Gli articoli si ripetono e vengo riproposti di continuo, con la sola aggiunta di una o due foto nella gallery.

Sempre la stessa solfa: a chi sta meglio quest'abito? scopri le star senza trucco... epic fail con photoshop, le star più seguite su Instagram...
Clicchi sul link e scopri che il pezzo è di 6 mesi fa. Il testo è riferito alle prime 4 immagini e non c'è nessuna effettiva novità.

3. Le it Girl citate sono sempre le stesse 4 gatte. Un po' di sano cool hunting non farebbe male, non credo che il mondo sia sprovvisto di qualche bellezza particolare emergente...

In ordine: Cara Delevigne, Olivia Palermo, Taylor Swift, Emily Ratajkowski e Miranda Kerr, senza non contare quanto ultimamente piacciano i pacchetti famiglia al completo... Kardashian, Jenner, Hadid vanno alla grande! Si ok son fighe ma mo basta... Change!!!!

4. Lo spessore dei contenuti editoriali lascia alquanto a desiderare.

Alle volte mi viene il dubbio di aver sbagliato magazine, forse sto leggendo Novella 2.000?! o Viver Sani e Belli?!?
Abituata a sfogliare il giornale e ad ogni pagina trovare un argomento interessante su cui appiccicare un post-it di promemoria, la mia delusione è enorme quando atterro su un articolo che si defila in poche e scontate righe.

5. Instagram: foto spesso sfocate e inquadrate male. Meglio poche, ma buone.

Ho smesso di seguire il profilo perchè obiettivamente non trovavo mai nulla di stimolante: preview delle sfilate interessanti si, ma non si può trascurare il lato artistico dell'immagine se si opera in un social dedicato alla fotografia.

Poi rimangono i pezzoni da '90 che amo leggere, però forse nel marasma editoriale a cui assistiamo nell'universo digital, la rivista dovrebbe concentrarsi più sulla qualità che sulla quantità dei contenuti. Ne consegue una gestione più attenta e matura dei canali social, perchè i numeri parlano chiaro e la interazioni con i post sono decisamente al di sotto del potenziale mediatico della rivista.

VOTO: 5 e 1/2

Altro caso di malagestione del patrimonio editoriale: Glamour.

Non sono un'amante di questa rivista digitale, mi annoia abbastanza devo essere sincera. Alcune volte mi schizza l'embolo perchè le gallery non si caricano, sono lente, disconnesse... aaaahrgh!!!
Anche qui assistiamo al ripetersi di alcuni "errori" sopra citati (c'è da dire che le mie aspettative a livello di contenuti si abbassa notevolmente rispetto a Vogue), ma non solo:

Lo sbaglio più grande del magazine online italiano è che si propongono troppo, davvero troppo di pubblicizzare i prodotti.

Vengono citati solo brand e trattamenti, preferisco intrattenermi con argomenti su cui possa riflettere e non vedere in continuazione pubblicità, mascherata da siero della felicità di cui non si può assolutamente fare a meno!

VOTO: 5

La via di mezzo: MarieClaire

Ni. Nel senso: gestione social migliore, ma contenuti un po' banalotti. Argomenti curiosi, che si alternano in un misto mare che segue il trend del momento... 
E soprattutto:

Articoli mordi e fuggi. Tutto si risolve in una manciata di righe non effettivamente esaustive.

Diciamo che i compiti a casa vengono svolti, ma un po' frettolosamente e non prevedono -a mio avviso- nessuna licenza poetica extracurricolare o colpo di genio improvvisato.

VOTO: 6-


Arrivano le garanzie: ELLE non si smentisce nemmeno online.

Argomenti variegati, esposti con semplicità e al tempo stesso efficacia mediatica. Le star citate si differenziano tra artisti dello spettacolo, modelle, stilisti... 

C'è un giusto equilibrio!

Piacevole, garbato e selezione editoriale idonea al target di riferimento.

VOTO: 8


Il mio preferito con grande e piacevole stupore: Cosmopolitan!

Bravi! Nulla da ridire, ottimo rapporto con i social network ed argomenti assolutamente coerenti con gli interlocutori a cui si rivolgono.
Articoli sempre freschi e che stimolano la curiosità, simpatici e scorrevoli, stesi con un gergo confidenziale ma non scontato. 

Il pregio maggiore è dato dal COINVOLGIMENTO: Gli argomenti sono frizzanti e riguardano la vita di tutti i giorni!

Usano la divisione in punti che si rivela un'arma vincente, efficace per fare breccia sull'attenzione degli utenti web. Gli editoriali non sono pretenziosi, anzi sono dedicati a tutte le ragazze (alte-basse, magre-grasse, tettone-piatte, da nord a sud). C'è un pezzo per ognuna di loro e riescono sempre a strappare un sorriso.
Letture leggere e divertenti, che spaziano sia a livello di varietà di contenuti che nella rispettiva serietà, affrontando spesso argomenti di salute che possono toccarci da vicino.
Anche graficamente la scelta risulta azzeccata: layout sgargiante e di facile fruizione!

VOTO: 9



lunedì 9 novembre 2015

Quando la stanchezza prende il sopravvento.

Di solito stringo i denti e vado avanti, anche quando il morale mi arriva sotto i piedi, l'herpes mi massacra le labbra, arriva l'ora di alzarsi dal letto troppo presto, o quando qualche collega mi fa innervosire. Alzo le spalle e passo oltre.

Ci sono però giorni in cui proprio non ce la faccio. 

Non tanto fisicamente, ma sento una stanchezza mentale ed emotiva che mi biomba addosso e in quei momenti mi sembra che il tempo si fermi.
Mi sento bloccata in questa situazione di pesantezza, fiacca ed impotente. Sono svogliata sul lavoro, evito le chiamate di amiche e parenti, sogno solo una copertina calda e il divano.

Che sia il cambio di stagione?! Oppure il ciclo?? Le foglie che cadono?!??

Non capisco tutte le mie pippe mentali, forse avrei bisogno di qualche giorno di sereno fancazzismo. Senza l'ansia della lavatrice, della chiamata persa, dell'evento da organizzare, dell'aperitivo mondano.
E più mi fermo a pensarci più aumenta l'avversione per tutti i miei doveri. Senza contare quella decisione ferma lì, che aspetta solo me. Nuovo lavoro, esperienza all'estero, oppure rimanere e adattarsi ad una posizione mediocre.

Crucci.

Crucci maledetti.

Image source: Web

E poi leggo articoli su articoli riguardanti rimedi naturali e multivitaminici.
Acqua e limone di prima mattina, riso integrale, cross fit, integratori, corso di yoga, tisane alle erbe di montagna, là sui monti con Annette dove il cielo è sempre blu.

Ma la mia stanchezza è psicologica, mi sento intrappolata in una condizione che non migliora, nonostante i miei sforzi. E mi rimprovero di non provarci abbastanza, peggiorando ancora di più la percezione della mia situazione.

Così, sono giorni no questi. Dove sento freddo, vorrei chiudere gli occhi e smettere di preoccuparmi.

Probabilmente domani passeranno, stasera mi sfogo un po' in palestra, mi faccio una doccia calda ed il sonno riuscirà a spazzarli via, questi cavolo di crucci.