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giovedì 3 dicembre 2015

Fashion magazine: chi sono i migliori e peggiori del web

La moda è sempre stata per me soprattutto fonte di ispirazione, non ne sono mai stata vittima. Ovvero, ho sempre ammirato il suo lato artistico, ma non sono mai entrata in fissazione per il trend del momento. Per un periodo della mia vita è diventata oggetto dei miei studi e del mio campo lavorativo, non nego che un giorno spero di riallacciare i rapporti professionali con il settore del fashion.
Detto questo, è fisiologico che segua online e soprattutto sui social i vari profili ed account delle principali riviste di settore, dedicate soprattutto all'universo femminile. Non nascondo la mia perplessità verso molti di questi contenuti e rispettive modalità di comunicazione online: la versione digital molto spesso si rivela deludente rispetto a quella cartacea.


Parto in bomba citando il primo caso, che è rappresentato proprio da:

Il supremo imperatore degli editoriali di moda: Vogue.

Nessuno si aspetterebbe che la versione web della celebre rivista diretta da Franca Sozzani, possa mai cadere in fallo ed invece -oramai troppo spesso- mi trovo in accordo con commenti negativi che leggo sotto le pubblicazioni degli articoli su FaceBook.

1. I titoli dei post sono infantili, frettolosi e banali. 

Tanto da diventare quasi fastidiosi: il culmine è stato raggiunto quando ho letto l'esclamativo "TOP!" oppure "selfie", "trendy" "super bellissima", "super chic", e porre continuamente domande alla disperata ricerca di attenzione... ma che è il Cioè?!?!?!? No, no no e poi no!

2. Gli articoli si ripetono e vengo riproposti di continuo, con la sola aggiunta di una o due foto nella gallery.

Sempre la stessa solfa: a chi sta meglio quest'abito? scopri le star senza trucco... epic fail con photoshop, le star più seguite su Instagram...
Clicchi sul link e scopri che il pezzo è di 6 mesi fa. Il testo è riferito alle prime 4 immagini e non c'è nessuna effettiva novità.

3. Le it Girl citate sono sempre le stesse 4 gatte. Un po' di sano cool hunting non farebbe male, non credo che il mondo sia sprovvisto di qualche bellezza particolare emergente...

In ordine: Cara Delevigne, Olivia Palermo, Taylor Swift, Emily Ratajkowski e Miranda Kerr, senza non contare quanto ultimamente piacciano i pacchetti famiglia al completo... Kardashian, Jenner, Hadid vanno alla grande! Si ok son fighe ma mo basta... Change!!!!

4. Lo spessore dei contenuti editoriali lascia alquanto a desiderare.

Alle volte mi viene il dubbio di aver sbagliato magazine, forse sto leggendo Novella 2.000?! o Viver Sani e Belli?!?
Abituata a sfogliare il giornale e ad ogni pagina trovare un argomento interessante su cui appiccicare un post-it di promemoria, la mia delusione è enorme quando atterro su un articolo che si defila in poche e scontate righe.

5. Instagram: foto spesso sfocate e inquadrate male. Meglio poche, ma buone.

Ho smesso di seguire il profilo perchè obiettivamente non trovavo mai nulla di stimolante: preview delle sfilate interessanti si, ma non si può trascurare il lato artistico dell'immagine se si opera in un social dedicato alla fotografia.

Poi rimangono i pezzoni da '90 che amo leggere, però forse nel marasma editoriale a cui assistiamo nell'universo digital, la rivista dovrebbe concentrarsi più sulla qualità che sulla quantità dei contenuti. Ne consegue una gestione più attenta e matura dei canali social, perchè i numeri parlano chiaro e la interazioni con i post sono decisamente al di sotto del potenziale mediatico della rivista.

VOTO: 5 e 1/2

Altro caso di malagestione del patrimonio editoriale: Glamour.

Non sono un'amante di questa rivista digitale, mi annoia abbastanza devo essere sincera. Alcune volte mi schizza l'embolo perchè le gallery non si caricano, sono lente, disconnesse... aaaahrgh!!!
Anche qui assistiamo al ripetersi di alcuni "errori" sopra citati (c'è da dire che le mie aspettative a livello di contenuti si abbassa notevolmente rispetto a Vogue), ma non solo:

Lo sbaglio più grande del magazine online italiano è che si propongono troppo, davvero troppo di pubblicizzare i prodotti.

Vengono citati solo brand e trattamenti, preferisco intrattenermi con argomenti su cui possa riflettere e non vedere in continuazione pubblicità, mascherata da siero della felicità di cui non si può assolutamente fare a meno!

VOTO: 5

La via di mezzo: MarieClaire

Ni. Nel senso: gestione social migliore, ma contenuti un po' banalotti. Argomenti curiosi, che si alternano in un misto mare che segue il trend del momento... 
E soprattutto:

Articoli mordi e fuggi. Tutto si risolve in una manciata di righe non effettivamente esaustive.

Diciamo che i compiti a casa vengono svolti, ma un po' frettolosamente e non prevedono -a mio avviso- nessuna licenza poetica extracurricolare o colpo di genio improvvisato.

VOTO: 6-


Arrivano le garanzie: ELLE non si smentisce nemmeno online.

Argomenti variegati, esposti con semplicità e al tempo stesso efficacia mediatica. Le star citate si differenziano tra artisti dello spettacolo, modelle, stilisti... 

C'è un giusto equilibrio!

Piacevole, garbato e selezione editoriale idonea al target di riferimento.

VOTO: 8


Il mio preferito con grande e piacevole stupore: Cosmopolitan!

Bravi! Nulla da ridire, ottimo rapporto con i social network ed argomenti assolutamente coerenti con gli interlocutori a cui si rivolgono.
Articoli sempre freschi e che stimolano la curiosità, simpatici e scorrevoli, stesi con un gergo confidenziale ma non scontato. 

Il pregio maggiore è dato dal COINVOLGIMENTO: Gli argomenti sono frizzanti e riguardano la vita di tutti i giorni!

Usano la divisione in punti che si rivela un'arma vincente, efficace per fare breccia sull'attenzione degli utenti web. Gli editoriali non sono pretenziosi, anzi sono dedicati a tutte le ragazze (alte-basse, magre-grasse, tettone-piatte, da nord a sud). C'è un pezzo per ognuna di loro e riescono sempre a strappare un sorriso.
Letture leggere e divertenti, che spaziano sia a livello di varietà di contenuti che nella rispettiva serietà, affrontando spesso argomenti di salute che possono toccarci da vicino.
Anche graficamente la scelta risulta azzeccata: layout sgargiante e di facile fruizione!

VOTO: 9



giovedì 27 agosto 2015

Valigia perfetta - vol 3: la CITTA'

Fortunatamente non abbiamo tutti la stessa concezione di vacanza e relax. C'è chi preferisce spaparanzarsi su un lettino e rosolarsi a fuoco lento, chi intraprende sentieri boschivi e chi invece ne approfitta per visitare città d'arte e non solo.

Image source: web

Che vi troviate in qualche affascinante capitale Europea, oppure in una meta più esotica, ci sono alcuni oggetti che nel vostro bagaglio non possono proprio mancare:

1. Borsa a tracolla
comoda perchè quando cerchi di districarti tra cartine, metro e macchina fotografica... avere le mano libere è fondamentale! La tracolla ti permette di avere tutto in necessario vicino (a differenza degli zainetti, che sono anch'essi comodi ma per recuperare qualcosa al loro interno sei sempre costretta a toglierteli dalle spalle o chiedere a qualcun altro).

Image source: web


2. Carica cellulare portatile (e cellulare ovviamente)
Ormai dobbiamo arrenderci al fatto che il nostro smartphone anche nei viaggi si rivela indispensabile (soprattutto nelle grandi città): oltre a metterci in contatto con amici e parenti lasciati a casa, è utilissimo come navigatore, macchina fotografica, musica, torcia, ecc. Fin qui ci siamo, certo che se il nostro simpatico amico decide di abbandonarci proprio nel bel mezzo della nostra avventura, tutte le sue mille funzioni vanno a farsi... Quindi, munirsi sempre di batteria di scorta attraverso: batteria di ricambio, caricatori portatili oppure cover con batteria di supporto annessa.
Ah parlando di accessori per cellulare, sono sempre stata contro il "braccino" per selfie. Purtroppo, mi devo ricredere: se usato con saggia parsimonia, è consentito.

Image source: web


3. Giacca in jeans
è un pass-par-tout: non troppo pesante, sta bene con quasi tutti i look (gonna, pantalone, vestito, shorts), non si stropiccia se compresso nella borsa e puoi facilmente legarla in vita.
Non adoro l'accostamento giacca in denim e jeans, ma in situazioni di emergenza si può fare.

Image source: web


4. Snikers
Importante che siano ben ammortizzate, niente suole piatte (modello Stan Smith, Vans o simili, per capirsi)! Il piede ha bisogno di un supporto confortevole, quindi ancora meglio se traspiranti. Sceglietele colorate o a fantasia per dare un tocco in più alla vostra mise.

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5. Amuchina
Ebbene si, il kit igienico di sopravvivenza negli ambienti urbani non si può tralasciare: Amuchinan portatile, salviettine igienizzanti, deodorante vi potranno davvero salvare la vita... o quasi!!! Io ripongo sempre il tutto in una bustina, a cui aggiungo: mini campioncino di crema, burro cacao, spazzola e Zovirax (purtroppo sono soggetta ad Erpes sulle labbra, soprattutto in presenza di polvere o cambiamenti abitativi).

Image source: web


E dopo questi poche semplici dritte, ricordatevi di informarvi preventivamente su abitudini, cibo, mezzi di trasporto e quant'altro. Dovrei far rientrare nella lista anche una bella guida turistica cartacea, hanno sempre il loro perchè...

Enjoy the City!

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lunedì 24 agosto 2015

Valigia perfetta - vol. 1: il MARE

Ormai molti -come la sottoscritta- sono già rientrati dalle ferie, proprio per questo do alle ultime partenze alcuni utili consigli su cosa portare e cosa invece si può tranquillamente lasciare a casa.

Per una decina di giorni ho rimpilzato per bene il mio povero trolley, ma non ho usato nemmeno la metà dei vestiti che abilmente ficcato in valigia. Le cose che si sono rivelate davvero fondamentali si possono contare sulle dita di una mano:


1. Shorts si, pareo no!!!
A parte che secondo me è segno indelebile di sfiga -nel senso di no, non ci siamo con lo stile- atomica, ma poi è oltrepassato da generazioni!
Gli shorts sanno essere molto più versatili: preferibilmente in jeans, colori basici (nero o bianco) oppure a righe, comodi, lunghezza direttamente proporzionale al diametro delle proprie cosce, abbinabili a t-shirt durante le giornate in spiaggia, o con camicia e scarpa gioiello per le serate mondane.
Image source: web

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2. Cappello no, occhiale si!
Di paglia o simile, in spiaggia donerà sicuramente un tocco glam, però parliamoci chiaro: se fa caldo ti si appiccicano i capelli, se c'è vento vola, non riesci a vedere una mazza e rischi un'irritazione sulla fronte.
Gli occhiali, invece, sanno essere davvero provvidenziali e possono diventare un oggetto rappresentativo del proprio stile: specchiati per le sportive, vintage per le romantiche, in legno per le più cool. L'importante è arginare la forma a goccia e quella a mascherone!

Image source: web

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3. Vestito lungo si, gonnelloni no.
Amo le gonne ampie e lunghe, però ormai si ripetono da qualche stagione, e soprattutto bisogna essere un chiodo di magrezza per stare veramente bene!
Meglio il maxi vestito, che slancia la figura senza soffermarsi sui punti critici (fianchi, gambe e addome), adatto ad aperitivi e cene romantiche sulla spiaggia... Per chi ama sognare, Etro e Class Cavalli, altrimenti versioni più cheap si possono trovare da H&M, mango, Motivi. Da ricordare, che sia tinta unita o fantasia colorata fanno sempre la loro figura, meglio se con spacco!

Image source: ETRO web site

Image source: H&M web site


4. Sandali si, tacchi anche no!
Alla fine non ce n'è troppo bisogno. E' estate, fa caldo, si bevono mojito quindi perchè andare a complicarsi la vita sui trampoli?! Si può ammettere solo una leggera zeppa (Flatform), per il resto mandiamo in vacanza pure loro e diamo ai nostri piedi un po' di tregua!

Image source: web

Image source: web


5. Borsa da spiaggia no, secchiello siiii!
Premessa: non ci sono più gli asciugamanoni ingombranti di un tempo. I teli in microfibra, rappresentano una vera svolta nell'ottimizzazione dello spazio! Quindi possiamo optare per una borsa pass-par-tout, capiente ma adatta anche al post spiaggia. Avanti allora con secchielli, zaini e tracolle!!! Il color cuoio è indubbiamente il più versatile, ma dovendo essere utilizzata in spiaggia, va benissimo una comoda soluzione in tessuto.

Image source: web

Image source: Marc Jacobs



Tutto il resto!? è noia.

martedì 4 agosto 2015

Fare, disfare: ABC per valigie perfette!

Quest'anno devo dire che mi va di lusso. Una settimana di vacanza a Luglio, trascorsa a Rodi, e da venerdì si riaprono le danze. Ben due settimane di relax, che promettono davvero molto bene: un breve break in montagna con fidanzato e cagnolone, a cui seguiranno ben 10 giorni in Calabria dalla famiglia di mio cognato. Sono una paracula, lo so. Ma dovete concedermelo, era da ben 4 anni che non mi godevo una vacanzina come si deve e quest'anno ho davvero recuperato!

image source: web

Quindi quindi, mi ritrovo nuovamente con tutto da preparare...
Mettiamoci all'opera, con alcuni consigli per l'uso:
Innanzitutto si possono distinguere 3 macrocategorie di vacanze (e rispettiva strumentazione): mare, montagna e città. Ognuna di queste ha ovviamente bisogno di armamenti specifici, che poi si possono a loro volta diversificare in base alle circostanze del viaggio: mezzi di trasporto, temperatura, attività in programma, eccetera.
Il minimo comun denominatore rimane sempre e comunque la nostra astuta capacità organizzativa, ovvero portare il maggior numero di vestiti riducendo spazio occupato e limitando il peso del bagaglio. (E poi, noi femmine, non saremmo brave con i numeri. Puah!)

Quindi, bando alle ciance e diamo il via a questa nuova avventura esotica, sfida eccitante, dal gusto proibito: la VALIGIA.
Come tutti i migliori rapporti fisici, anche questa volta c'è bisogno di una buona dose di preliminari:

image source: web

1. formulare LA LISTA, attenzione devi diventare più minuziosa di Furio!!!
consiglio: meglio iniziare l'annotazione almeno una settimana prima, cerca di stilarla con la dovuta calma, rivedila e controllala più volte... ti possono essere d'aiuto anche le varie app, per creare liste digitali... io mi trovo bene con la classica carta e penna!
mettici tutto quello che dovete fare (non portare, non è ancora arrivato il momento): lavatrici, reperimento di oggetti di scena vari ed eventuali (attrezzatura da snorkeling, se non scarponcini da montagna), ritiro degli abiti portati in lavanderia, svuotamento del frigo, controllo gas, forno e fornelli, indicazioni -scritte, non solo verbali- ai vicini sulle piante da innaffiare, rifornimento adeguato delle crocchette per il gatto (gli devono bastare per almeno sei mesi, perchè le tue dosi non saranno mai rispettate, soprattutto se mandi tua madre e/o tuo padre a sfamarlo), controllo medicinali e cestinaggio di quelli scaduti, aggiustare l'orologio, comprare le creme solari e gli altri articoli di cosmesi in versione ridotta, comprare un paio di libri interessanti, approfittare degli ultimi di saldi per comprare quelle 2/ 3 cosucce che proprio ti mancavano, fare qualche lampada preparatoria, ceretta, semipermanente, taglio colore messa in piega... tutto!

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2. suddivisione del NECESSARIO
Le cose da ricordarsi sono troppe, meglio incasellarle per aree semantiche: VESTITI (almeno un paio per ogni occasione: spiaggia/ escursioni/ gite, giorno, sera, a cui aggiungere biancheria e pigiameria), ACCESSORI (scarpe, ciabattine/ infradito, borse, cinture, gioielli, cappelli, fasce, foulard), ATTREZZATURA (mare: costume, telo da spiaggia in microfibra, pinne, maschera, boccaglio, cappello di paglia, occhiali da sole; montagna: pantaloncini, calzini sagomati, kway, cappellino, magliette tecniche, bacchetti, cerata da picnic, zainone da escursioni, sacco a pelo7 tenda, borraccia, scarpe da trekking; città: borsa a tracolla, scarpe da ginnastica, sciarpina anti aria condizionata o foulard, guida turistica cartacea, ombrello), BAGNO (beauty case possibilmente trasparente, con versione mignon di creme corpo, viso, solari, trucchi concessi: matita, mascara, fard, rossetto; salviettine igienizzanti e struccanti, Amuchina, sapone intimo, deodorante, balsamo -di solito doccia schiuma e shampoo vengono già forniti da quasi tutte le strutture alberghiere-, spazzola, elastico, forcine, mollette per capelli); TECNOLOGIA (carica batterie del cellulare, macchina fotografica, se proprio non ti ci puoi scollare ti concedo l'ipad -il portatile sta bene a casa-, ipod e auricolari, mini torcia), COMFORT & SVAGO (cuscino da viaggio, copertina, calzini morbidi, libri, settimana enigmistica, carte).
Se sei incerto su quali prodotti sono consentiti in cabina, puoi consultare il sito Enac.

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3. scelta dell'INVOLUCRO
in base alle condizioni, della meta prescelta, del mezzo di trasporto ed eventuale compagnia di viaggio, ci si deve orientare tra: zaino, borsone, trolley, valigia da stiva.
Per escursioni e viaggi in auto meglio zaini e borsoni, sono più facilmente "incastrabili". In aereo e treno, sicuramente il trolley è più agevole, lasciando le mani libere e permettendoti di avere con te anche una borsa (a tracolla o zainetto sempre meglio).
Ovviamente, attenzione alle dimensioni: le misure e il peso dei bagagli a mano, ad esempio, variano in base alla compagnia aerea... quindi se cercano di venderti un trolley che va universalmente bene (è accaduto a mia sorella), non crederci, verifica sempre che sia effettivamente consentito. Se devi imbarcarlo poi, mi raccomando munisciti di lucchetto e preparati al suo sminchiamento; magari nella borsa mettiti un kit di ricambio di emergenza... io sono sempre terrorizzata di non vederlo comparire nel rullo degli arrivi!
Altro dilemma: rigida o morbida?
Semplice! stiva -> rigida con chiusura, a mano -> morbida (pesa strutturalmente meno, supera più facilmente il controllo dimensionale e puoi rimpilzarla di più).


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Trend del momento: CRASH BAGGAGE la valigia già sminchiata, ma con una marcia in più!
Due giovanissimi designer veneziani hanno creato queste collezioni di valigerie, che oltre al puro fattore estetico che deve la sua particolarità alle ammaccature e colori sgargianti, hanno unito anche caratteristiche tecniche che le rendono davvero pratiche: il traino in alluminio, leggero e al tempo stesso resistente, e il lucchetto TSA, modello richiesto obbligatoriamente nei viaggi negli States. 
Al momento, la collezione si compone di un set di tre pezzi (cabina-medio-grande) a 4 ruote spinner, oppure un modello due ruote cabina disponibile nella misura piccola.


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Detto questo, per oggi mi congedo... sono già esausta! Mi ci vuole un meritato riposo, nei prossimi post affronterò il CONTENUTO di ciascuna valigia (mare / montagna / città), con rispettivi must have.
L'attesa della vacanza in fondo non riguarda solo lo stress da ultimi giorni in ufficio o la paura di dimenticarsi qualcosa a casa... puoi già pregustarti i momenti fantastici che ti godrai!





martedì 7 luglio 2015

8 cose che proprio non riesco a sopportare nel look femminile.

Sono vanitosa di natura, mi piace piacere ed ammiro le cose belle. Per quanto adori guardare un bel viso o una mise perfettamente azzeccata, non do comunque un reale valore alla bellezza ne la considero un fattore discriminante per quanto mi riguarda. Per me è solo una componente estetica, a volte sopravvalutata oltretutto.
Fatta questa precisazione, bisogna ammettere che a volte le donne sono campionesse nel volersi male. Vorrebbero essere modelle da copertina e...  Invece no, non si rendono conto che ci sono cose che vanno accuratamente evitate. Eccone una bella lista:



1. Chi ha i capelli ricci o boccolosi e si fa quella terribile frangia liscia stirata anni '80.



2. Le collane di perle tarocche. Quelle lunghissime, portate in due giri (uno lasco e l'altro che comprime la carotide).




3. le dita dei piedi che fanno capolino fuori da sandali e scarpe spuntate, ma comprarsele del numero giusto è tanto difficile?!




4. lo smalto perlato color pastello. no, non si può vedere.



5. le sopracciglia sottilissime. anche se sono andate di moda, si dovrebbe essere lungimirante e capire che esagerare con la pinzetta produce danni permanenti.




6. l'eye-liner messo male. tremolante, storto, staccato dalla linea delle ciglia, asimmetrico. Se non si è abili, meglio lasciar perdere e tornare alla matita, magari un po' sfumata.



7. la linea di matita chiara glitterata al posto dell'ombretto. no, no, e poi no. ti rispedisco a calci negli anni '90 se vuoi!




8. gli shorts, troppo short. non siamo in località balneari ed esibire la mezza chiappa non rende più fighe ma solo più banali. e no, quelli a vita alta non stanno bene a tutte.









martedì 14 agosto 2012

APPUNTAMENTO CON I MITI. episodio 1°


Viktor & Rolf Fall/ Winter 1999-’00








Ÿ  Stilista: Viktor & Rolf

Ÿ  Stagione: Autunno/ Inverno 1999-’00

Ÿ  Settimana della moda: Parigi, marzo 1999

Ÿ  Titolo collezione: Russian Doll

Ÿ  Sfilata: Lo show allestito per la collezione invernale del 1999 da Viktor & Rolf è un letterale capovolgimento della dinamica della sfilata canonicamente intesa: gli ospiti infatti non hanno assistito ad un  via vai di modelle, che uscivano ed entravano con la loro falcata nel backstage, bensì si sono ritrovati di fronte ad un’unica modella che addosso aveva solo una leggera e corta sottoveste, accompagnata da due uomini che l’hanno condotta e posizionata su di una pedana circolare, dove c’era già un paio di scarpe ad attenderla. Una volta aiutata nell’indossarle, viene fatta salire sul piedistallo che inizia a ruotare lentamente, per dare modo a tutto il pubblico presente nella stanza di guardarla nelle varie angolazioni; i due uomini, in completo nero su camicia bianca, nel frattempo escono di scena. Non tardano nel tornare con un altro capo, che come per le scarpe lo fanno indossare alla modella statunitense Maggie Rizer, escono di nuovo e si ripresentano con un altro capo ancora da aggiungere sopra al precedente e così per cinque, sei, setto, otto, nove volte. Quando ripongo sulle spalle della modella l’ultimo out-fit, si ritrova a dover sorreggere settanta chili di tessuto, peso di gran lunga superiore al proprio. Ecco che il tema della collezione ora può essere compreso: è una matriosca umana. I due uomini, altro non sono che la personificazione degli stessi stilisti, impegnati in un rituale di vestizione quasi mistico, sacrale. Distruggono il ruolo del backstage, portandolo direttamente sulla scena, invertendo quindi la gerarchia di svolgimento di una normale sfilata; riescono inoltre ad invertire la valenza dell’abito, che pur restando davanti all’occhio dello spettatore non può essere ammirato perché ricoperto da quello successivo.

Ÿ  Concept: Per la collezione si ispirano al mondo e ai meccanismi gerarchici dell’aristocrazia russa, da cui deriva per altro il titolo dello show. Lo modella viene ricoperta da nove strati di abiti, ognuno del quale è impreziosito da pietre e gioielli incastonati nel tessuto, abbinate a raffinate e lussuose texture ricamate.

Ÿ  Hair styling: I capelli sono raccolti in una pettinatura rigida, in modo da agevolare la vestizione della modella.

Ÿ  Makeup: Assolutamente neutro, la modella è pallida, quasi inanime. 

Ÿ  Reazione del pubblico: Stupore e ammirazione coinvolgono immediatamente lo spettatore, che attonito assiste alla performance che prende lentamente piede sotto i suoi occhi. Le prime peculiarità che si notano sono sicuramente l’incarnazione di Viktor Horsting e Rolf Snoeren nei due vestieristi, oltre alla ribellione da qualunque criterio canonico e gerarchia di una normale sfilata. Riprendendo il tema della stratificazione, esplicano la vera natura dell’haute couture: la bellezza sublime dei capi lavorati a mano all’interno di un processo creativo lungo, minuzioso, per certi versi sofferto e doloroso, da cui però fuoriesce solo il lussuoso prodotto finito. Proclamato un esemplare di splendente haute couture, che incanta nella sua più immacolata perfezione.
Recensioni:  -“Fahion at the Edge” Caroline Evans.
“A conversation about Skin + Bone” Jade Change (www.metropolismag.com).
“Roybotic Steez blog” Robotic Steeze (royboticsteez.blogspot.com).


A cura di Carlotta Magnaguagno
"FASHION SHOW - dalle origini alla performance"





venerdì 10 agosto 2012

e se dicessi... MADE IN ITALY?!

...UN PO' DI STORIA...

In Italia il buyer/ imprenditore Giovanni Battista Giorgini si adoperò già durante il secondo conflitto mondiale e soprattutto dopo la sua conclusione, allo scopo di convincere i compratori americani sull’elevata qualità e l’incredibile convenienza del prodotto italiano, introducendolo e facendo si che acquisisse credibilità a livello internazionale. Il 14 Febbraio 1951  segnò, anche se in maniera comunque non troppo eclatante, l’effettivo esordio della moda italiana: Giorgini organizzò nel salone della propria casa fiorentina, Villa Torrigiani, un defilè appositamente per alcuni compratori statunitensi, che comprendeva le creazioni di alcuni dei principali esponenti della moda italiana, tra cui Carosa, Fabiani, Marucelli, Simonetta, Noberasko, Fontana, Veneziani, Shubert, Pucci e Gallotti. L’iniziativa non passò dunque inosservata, Parigi già iniziava a rendersi conto della minaccia che costituiva il patrimonio d’oltralpe, che ormai necessitava di una location rappresentativa più adeguata: passando per il Grand Hotel di Firenze venne spostata nel 1952 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti.
 Luogo d’eccellenza per accogliere i modelli italiani, rientrava perfettamente nell’ideale del made in Italy, affezionato ad un’aristocrazia d’altri tempi, espressione di un lusso incarcerato e tenuto nascosto durante la guerra e pronto a tornare secondo il desiderio di un pubblico ormai stanco di anni di crisi e ristrettezza.
Alla fine degli anni Cinquanta la crescita del mercato del pret-a-porter e il dinamismo raggiunto dall’industria tessile ebbe un impatto significativo sull’organizzazione, il numero e la sequenza delle sfilate. Nel 1959 Pierre Cardin esibì la sua collezione di ready-to-wear nella boutique parigina Printemps e successivamente dalla metà degli anni sessanta esso venne integrato ufficialmente nel calendario dei fashion show. L’incremento del pronto moda fu determinata inoltre dalla graduale perdita di interesse nei confronti dell’haute couture da parte delle generazioni più giovani, che non si identificavano nei dogmi dell’alta moda parigina. I designer che in questo periodo andavano ad affermarsi erano proprio coloro che rispondevano a queste nuove esigenze culturali di distacco verso l’abbigliamento canonico, proponendo tendenze e show alternativi in grado di soddisfare le pretese di una componente sociale diversa dal pubblico, che fino ad allora aveva occupato il ruolo di dittatore di moda. 


a cura di Carlotta Magnaguagno "Fashion Show - dalle origini alla performance".

venerdì 3 agosto 2012

parola di ROBERTO CAPUCCI.


Cosa ne pensa di...
MISSONI: HA UNO STILE
ARMANI: NON è MAI VOLGARE
FERRè: SEMPRE RISERVATO
MI PIACCIONO GLI STILISTI CHE HANNO UNO STILE.
NON PAZZO, FELICE DI FARE QUELLO CHE VOLEVO.

Direi che nella sua felicità, o pazzia che dir si voglia, rimane sempre e comunque un Genio.



venerdì 29 giugno 2012

mtv days_torino

Nina Zilli, l'Emy Whinehouse del palcoscenico italiano. Approda con un mini abito, argento. Capelli raccolti in un'acconciatura voluminosa e ai piedi Jeffrey Campbell rosa fluo. Si sobria insomma, ma ci sta. Il godet del vestito lascia la scena a due belle gambe e l'altezza è sicuramente innalzata dai 16 cm di scarpa. Stile esuberante, ma azzeccato. L'unica pecca: ragazza controlla la tua sudorazione! Non puoi pretendere di cantare, muoverti lungo un palco, indossare stivaletti e abito all'insegna dell'impermeabilità e non preoccuparti che il tuo viso non si sciolga sotto i riflettori accecanti.
Facciamo che la prossima volta concepisci un abbigliamento può consono alla tua sopportazione della temperatura, così evitiamo di vederti ricoperta di goccioline?!
Mettici anche il trucco sbarluccicante, la povera Nina splendeva, non per la sua voce, ma per un gioco di mistici riflessi e bagliori della sua pelle!

martedì 26 giugno 2012

Gucci Uomo_spring summer 2013

Eccentrico, colori decisi, pochi compromessi.
Il brand non smentisce la sua eleganza nella presentazione dell'ultima collezione uomo, dove vediamo sfilare pettinati business men che nel loro essere perfettamente impeccabili, non rinunciano a quella vena vanitosa. Non sia mai che non si attiri l'attenzione altrui!
Non c'è spazio per la sobrietà: tagli classici e lineari, ma che lasciano la scena a colori dalle tonalità sgargianti: il trionfo del blu, rosso, giallo, verde, celeste, nero e bianco.
Immancabili i mocassini con morsetto dorato, adatti sia per il completo che per uno stile più casual.
Importante: mostrare le caviglie!


lunedì 25 giugno 2012

23 - 24 - 25 giugno 2012

Il Pitti Uomo è ormai concluso (dal 19 al 22 giugno) e purtroppo quest'anno, causa esami, ho saltato l'appuntamento fiorentino.


Non è mai troppo tardi, ritorna infatti a seguire il White a Milano. Nello stabilimento di via Tortona potrete ammirare gli artisti emergenti e qualche vecchia conoscenza fino a questa sera. 
Quest'inverno mi ci sono recata in occasione della fashion week fall-winter 2013, e a dir la verità non ne sono rimasta proprio soddisfatta. Molti stand attribuiti a little brand poco meritevoli, in alcuni casi davvero ridicoli. Qualche bello spunto, ma nel complesso, nulla di davvero entusiasmante. 
In ogni caso, credo valga la pena farci un salto, anche perché la moda uomo è forse più interessante (a livello di innovazione e costruzione dei capi), di quella femminile.
Di seguito troverete la pagina facebook, dove troverete info su orari e modalità di accesso.
Il pass per la stampa vi potrebbe aprire molte porte, quindi attrezzatevi!



venerdì 22 giugno 2012

On the Road_estate 2012


Borsa: BELSTAFF
Jeans: CYCLE
Camera: NIKON
Occhiali: SUPER
Scarpe: ALL STAR
Camicia: H&M
Borsa: ETRO
Bracciali: ACCESSORIZE
Cappello: PAUL SMITH
Camicia: ZARA
Zeppa: STELLA McCARTNEY


  

MIse ESTATE 2012


Bracciale: DIOR
Foulard: HERMES
Borsa: PRADA
Macaron Bag: KENZO
Rossetto: YVES SAINT LAURENT
Smalti: TOM FORD
Orecchini: DIOR
Zeppa: BURBERRY
Orecchini: VERSACE for H&M
Occhiali: YVES SAINT LAURENT
Abito: MOSCHINO
Camicia: BLUMARINE
Sandalo: BLUMARINE


workshop: PROGETTAZIONE AUDIO VISUALE

Bando indetto dall'università per un workshop sulla progettazione audiovisuale, accetto, mi prendo partecipo.
Si svolge in 3 incontri diluiti circa in un mese, per permetterci di lavorare a casa.
Il risultato è preparare un tracciato per un film promozionale per un'azienda di cosmesi.
Sceneggiatura, personaggi, ambientazione, giochi interattivi spiegati nei dettagli per fornire al "cliente" un quadro preciso dell'idea proposta.
Sarebbe stato carino, riuscire anche ad accennare una bozza del filmato.
Però almeno ora so come si lavora in uno studio integrato di comunicazione.

http://www.abstractgroove.com/

venerdì 29 ottobre 2010

Dsquare uomo F/W 2010-'11

Ormai è molto che non aggiornavo il mio blog. ecco in queste acide sere autunnali mi sono adoperata nel renderlo un po' più attuale.
Allego un video scherzoso, un assemblaggio di ricordi di quasi un anno fa, riguardanti la sfilata di Dsquare Uomo Autunno/ Inverno 2010-'11. Compagni di avventura due cari amici, che hanno condiviso con me la folle corsa per arrivare in tempo al defilè. Ebbene non solo abbiamo superato ritardi, traffico, incidenti, taxi impazziti e una coltre di sedicenni eccessivamenti eccitati per lo show man che apriva l'evento (Bill Kaulitz , cantante dei Tokio Hotel), ma siamo riusciti ad entrare appoggiare i cappotti, accavallare le gambe e ban ecco che, in perfetto -se non quasi inquietante- tempismo, davanti a noi si è aperto il sipario. Che dire, ci stavano proprio aspettanto!... Detto questo, vi lascio ad un reportage del tutto personale che riassume in piccola parte ciò a cui abbiamo assistito... buona visione! a presto...
C.M.


lunedì 5 maggio 2008

collezione 2008

cartella immagini 1.
cartella immagini 2.

cartella immagini3.

cartella colori 1.

cartella colori 2.

cartella colori 3.