lunedì 12 ottobre 2015

Giornata bergamasaca... Tutti al Monastero di Astino!

Domenica è sempre domenica... e poi se ci regala un sole così, stare a casa è impossibile!
Quindi ho portato Daniele e figlio quadrupede in un posticino dove sono già stata un mesetto fa: il bellissimo ex-Monastero nella Valle di Astino.



Posteggiata l'auto, abbiamo fatto una passeggiatina lungo il viale alberato che costeggia i campi della valle. L'autunno è davvero una stagione incredibile, che dona alla natura cromatismi caldi ed intensi sotto un sole meno soffocante.




Abbiamo preso un aperitivo nel chiostro interno e visitato la mostra dedicata ai formaggi DOP e rispettive Forme.






Per il pranzo ci siamo rivolti al Bistrot del monastero, che offre sia una cucina tradizionale che un chiosco esterno dove prendere snack e panini. All'interno della struttura c'è anche il ristorante, per un pasto più impegnativo e raffinato.



Nota sicuramente positiva è stata l'accoglienza amorevole e premurosa verso gli amici a 4 zampe: due  utili e apprezzabili ciotole a disposizione dei clienti vicino alla fontana, di cui Luigi ha gioiosamente approfittato.



La zona adiacente, inoltre, offre numerosi sentieri dove passeggiare ed abbandonarsi al relax... giusto per smaltire un po' il goloso hamburger ingurgitato a pranzo!


Un luogo proprio incantevole, immerso nel verde, adatto veramente a tutti! Tra gli ospiti, infatti, c'era un gran numero di bambini, che giocavano tra l'erba e i cuscini degli arredi esterni!
Sicuramente lo consiglio e spero di tornarci presto anche con la mia famiglia, è davvero una chicca!!!

martedì 6 ottobre 2015

Cara Anna, hai sbagliato tutto.

Di solito non mi perdo mai in futili polemiche e sfogatoi sul web. Ma questa volta mi salta proprio il nervo.
Avevo già affrontato il tema delle campagne di beneficenze ridicole che in questi mesi stanno spopolando in rete, stilando una classifica scherzosa sui casi di fundraising più controversi (leggi qui: Le iniziative di beneficenza più assurde del web ).

Nuovo caso che sta spopolando proprio in questi giorni riguarda la cantante Anna Tatangelo, che già è abbastanza controversa come personaggio pubblico, ma ora più che mai.
In pratica, l'hanno piazzata bella come mamma l'ha fatta (o quasi!), mentre si strizza il bagaglio frontale in un abbraccio, sguardo da marpiona, sorriso ammiccante con tanto di labbroni gonfiati... per? Campagna di informazione per la prevenzione del tumore al seno.

Image source: web

Adesso, voglio dire, ok che non mi è mai stata troppo simpatica, ok che il savoir faire non le appartiene, ok che ha partecipato gratuitamente (beh ci mancherebbe anche!) e le intenzioni erano buone... ok tutto, ma ci si può mettere a posare così per una causa del genere?!

Lo sdegno è stato tale (magari, anche un po' esagerato), che alcune attiviste del blog "Le Amazzoni Furiose" (tra cui medici, insegnanti, psicologhe e donne accomunate dalla malattia in questione) hanno deciso di inviare una lettera aperta alla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori e al Ministro della sanità, esigendo perfino il ritiro immediata della campagna:

"Le sottoscritte - si legge nella missiva - desiderano esprimere profondo sconcerto di fronte alla campagna Nastro Rosa 2015, la cui testimonial è una nota cantante ritratta a torso nudo, con le braccia a coprirne in parte i seni. Una posa che rappresenta un salto di qualità, di segno negativo, rispetto alle edizioni precedenti della campagna. Negli anni passati, infatti, a rappresentarla erano state scelte donne, sempre appartenenti al mondo dello spettacolo o dello sport e non colpite dalla malattia, che, tuttavia, erano state ritratte vestite e in atteggiamenti più consoni al tema. Per l’anno in corso, invece, la campagna punta ad offrire un’immagine sessualizzata e trivializzante della malattia, utilizzando in maniera pretestuosa l’invito a “fare prevenzione”, espressione ambigua con la quale ci si riferisce comunemente all’adesione ai programmi di screening per la diagnosi precoce del cancro al seno attraverso mammografia. Anche a livello nazionale dunque la LILT ha scelto di avvalersi di un uso strumentale del corpo femminile, come è già accaduto negli anni scorsi per campagne di gusto per lo meno dubbio, quali quelle promosse ad esempio dalla sezione di Torino che, nell’ottobre del 2014, ha patrocinato l’iniziativa Posso toccarti le tette? . 
Desideriamo ricordare che solo nel 2012 sono morte di cancro al seno 12.004 donne (dati Istat) e  nel 2014 si sono registrate 48.200 diagnosi tra la popolazione femminile del nostro paese (dati Aiom-Airtum). La patologia colpisce, inoltre, sebbene in misura minore rispetto alle donne, anche gli uomini. I programmi di screening si rivolgono alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni alle quali si raccomanda di effettuare una mammografia ogni 2 anni. La morte per cancro al seno sopravviene a seguito della diffusione dal seno ad altri distretti corporei (ossa, fegato, cervello e polmoni nella maggioranza dei casi). 
Cosa ha a che fare l’immagine di una donna chiaramente al di sotto della fascia d’età per la quale sono designati i programmi di screening con la “prevenzione” ? Perchè concentrare l’attenzione del pubblico sul suo décolleté florido (a cui fanno da contorno gli addominali scolpiti) se il rischio di morte si presenta solo nel caso in cui la patologia interessi altri organi?Una risposta la offrono i marchi di noti prodotti di consumo in calce al manifesto che pubblicizza la campagna. Tra questi, quello della nota casa automobilistica Peugeot. Studi scientifici recenti  dimostrano l’elevata incidenza del cancro al seno tra le donne impiegate nella produzione di materie plastiche per il settore automobilistico. Evidenze che hanno portato, nel 2014, l’American Public Health Association a chiedere alle massime autorità sanitarie degli Stati Uniti di porre in essere politiche di prevenzione atte a ridurre drastricamente l’esposizione sui luoghi di lavoro a sostanze associate al cancro al seno. 
La partnership tra LILT e Peugeot si configura chiaramente come un caso di pinkwashing, termine con cui si indica la pratica di pubblicizzare e/o vendere prodotti che aumentano il rischio di ammalarsi di cancro al seno, attraverso ingredienti e/o processi di lavorazione, collegandoli a campagne di sensibilizzazione o a raccolte fondi per la ricerca. Una strategia di marketing tristemente diffusa e che risulta estremamente efficace proprio perchè il cancro al seno offre la possibilità di esporre il seno femminile per finalità benefiche, attirando così l’attenzione del pubblico di ambo i sessi.Chiediamo pertanto il ritiro della campagna Nastro Rosa 2015 che consideriamo lesiva della dignità e della salute delle donne.

La replica di Francesco Schittulli, senologo e presidente della LILT, viene tempestivamente riportata su La Repubblica di Napoli:

Noi dobbiamo parlare alle ragazze, alle giovanissime e dobbiamo rompere tabù e pregiudizi. E  Anna Tatangelo ha un milione di Follower su Facebook e 600 mila su Twitter. Lei parla ai giovani ed è un esempio di giovane donna attenta alla salute, che pratica i corretti stili di vita e da brava  madre si occupa anche dell'alimentazione sana del figlio. Per questo considero la scelta fatta assolutamente in linea con i messaggi che la Lilt cerca di diffondere: la cultura della prevenzione. La campagna parla alle donne sane, perché arrivare prima significa salvarsi  la vita e proteggere il seno considerato il simbolo della femminilità'. E quando il corpo femminile è utilizzato con matura consapevolezza abbatte tabù pregiudizi ed esprime coraggio.

Si a me va anche bene, ma la realizzazione poi è stata pessima... Ci arriverai cavoli che quello scatto non potrebbe mai essere coerente con ciò che dovrebbe invece rappresentare!Se non ci fosse il fiocco rosa sul braccio di Anna, tutto sembrerebbe fuorché una campagna di beneficienza! Ma al di là della protagonista inadeguata, chi l'ha scelta, il fotografo, il web marketing manager e tutti quelli che hanno realizzato la campagna, cosa si erano bevuti?!?!?

E lei -la Tatangelo- è perfino indignata e risponde come peggio non poteva! 

Ho sempre pensato che la promozione di una causa così importante per tutti fosse inattaccabile Mi sbagliavo, perché si è riuscito a fare polemica anche su questo. Non penso che una donna giovane, con gli addominali e con il seno florido come il mio, non possa prestarsi a fare una campagna come quella della Lilt. Il tumore riguarda tutti e la prevenzione deve interessare tutte le età, soprattutto le ragazze.

Tesoro, tieniteli i tuoi addominali e il seno florido -rifatto-, stiamo parlando di altro se non te ne sei accorta!
L'egocentrismo dilagante di questo personaggio, mi disorienta a tal punto che non capisco se sia ingenua o completamente fuori di testa per non capire che il problema non è il suo corpo ma come l'ha utilizzato.

Di seguito la risposta delle Amazzoni Furiose, che appoggio in pieno:

Gentile Anna Tatangelo, ci dispiace che si sia sentita offesa dalla nostra lettera e vorremmo farle sapere che noi davvero apprezziamo la sua generosità nel prestarsi gratuitamente a una campagna di sensibilizzazione. Il suo è un esempio fra i molti di donne che si prestano in buona fede a operazioni che le strumentalizzano per i loro fini. Nel suo caso è evidente che è stata scelta, oltre che per la bellezza, perché è considerata un simbolo per molte giovani che vivono in quelle aree della Campania dove il dolore provocato da tante morti e sofferenze ha fatto emergere una diffusa consapevolezza dei fattori di rischio ambientale del cancro: l'avvelenamento delle terre, delle acque, dell'aria. Per chi vive nella "Terra dei Fuochi" non c'è "stile di vita sano" che tenga, e sottolinearlo in una campagna di sedicente sensibilizzazione è un modo per porre ancora una volta in secondo piano le vere cause dell’aumento dell’incidenza di diverse forme di cancro e di quello che si configura come un vero e proprio biocidio. Ci sembra, dunque, che lei sia stata strumentalizzata due volte, e noi le chiediamo di lasciare la campagna LILT e di unirsi a noi nella denuncia. Saremo felici di averla dalla nostra parte. 
Cordialmente,
Sandra Castiello- docente di latino e greco al liceo classico, Pagina Facebook Col seno di poi ma col senno di sempreGrazia De Michele - precaria, Blogger di Le Amazzoni FurioseAlberta Ferrari- chirurga senologa, Blogger di Ferite VincentiDaniela Fregosi - consulente e formatrice freelance, Blogger di Afrodite KEmma Schiavon- insegnante e storicaCarla Zagatti- psicologa e psicoterapeuta

Non credo che dopo aver letto queste parole, ci sia la possibilità di aggiungere altro. Posso capire che Anna abbia agito nel solo intento di aiutare queste persone non pensando che questo slancio compassionevole potesse mai trasformarsi in un arma a doppio taglio. Però doveva per lo meno immaginare che una foto del genere avrebbe potuto destare la disapprovazione di chi questo male l'ha affrontato sul serio, di chi ha dovuto subire una mastectomia, di chi ha visto spegnersi la persona che amava e si ritrova su fb la immagini di una rifattona nuda che sbandiera il suo stile di vita sano. 
Non lo so, la Tatangelo è una mia coetanea e io -pur non avendo mai attraversato problematiche simili- sinceramente non mi sento minimamente rappresentata da lei, che dice di voler parlare alle ragazze giovani. Se non ci fosse stata la polemica a posteriori, la sua foto non l'avrei nemmeno guardata... provocando l'esatto effetto contrario dell'intento della campagna!

Questi sono link sul tumore al seno, che ho invece molto apprezzato e hanno realmente toccato la mia sensibilità di donna:




Quindi, per le prossime volte, cortesemente... scegliete in maniera accurata chi, come e perchè.


martedì 29 settembre 2015

Parco San Floriano

Roberta è da quasi due anni che si è trasferita a Londra, torna sporadicamente ma quando lo fa tutto si ferma, bisogna rivedersi. E' stata una mia compagna di corso -e di avventure- durante la laurea triennale in design. Amica divertente, nonché Cupido nella storia tra me e Daniele, sempre disponibile e con la battuta pronta... uno spirito libero, che ama la vita e fare tante cose... è un grillo saltellante che non si ferma mai!



Questa premessa, per sottolineare quanto mi riempia di gioia quando la mia Robi fa ritorno in patria! Lo scorso weekend per altro è stato anche il suo compleanno, quindi per festeggiare abbiamo cercato un posticino nuovo ma categoricamente immerso nel verde. Da Gigi è arrivata la proposta vincente: il Parco di San Floriano, in Friuli.



Da Treviso ci abbiamo impiegato un'oretta a raggiungerlo, lasciato le auto prima dell'ingresso del Parco (il parcheggio non è grandissimo) e abbiamo camminato nemmeno una mezzora per arrivare al ristorante. Lo scenario bucolico è perfetto per una scampagnata in famiglia, il contatto con la natura è meraviglioso e si possono ammirare tutti gli animali della fattoria, in apposite aree molto curate.



Il pranzo si è svolto come sempre in maniera molto "molesta", risultato 8 bottiglie di rosso in 8, grappini e spiedo! La cucina non è delle migliori, semplice e modesta, però per un ristoro in mezzo al verde ne vale la pena...
Noi abbiamo condito il tutto con parrucche tra l'heavy metal e i cugini di campagna, facendo gli idioti sopra i carri agricoli!



Tornando indietro abbiamo fatto una passeggiata addentrandoci nel boschetto del parco... attenzione perchè la recinzione dei maiali ha sul serio l'elettricità (testata) !!!
Ci siamo fermati anche all'osteria della tenuta, dove si stava svolgendo un concertino dal vivo con repertorio italiano dai toni un po' folk... tra gli artisti interpretati Vinicio Caposela, Battisti... devo dire piacevole!



Ah mascotte della giornata è stato Luigi, munito anche lui di coroncina floreale e occasionalmente perfino di parrucca riccia!

mercoledì 23 settembre 2015

Le Cantine della Franciacorta aprono le porte



Il mio primo Festival della Franciacorta è stato un vero successo, devo proprio dirlo!
Le previsioni meteo erano pessime fino a qualche giorno prima... Eppure ieri splendeva il sole! E abbiamo approfittato di questa fantastica giornata per immergerci in tour enogastronomico d'eccezione.


Ore 9:30 ritrovo per caffè

Ore 10 cantina Gatti di Gatti Enrico
Ci ha accolto la proprietaria con estrema gentilezza e spontaneo savoir faire, illustrandoci le varie tipologie di vini e preoccupandosi di farci avere subito qualcosa da mangiare.
La visita all'interno della cantina è stata condotto da un giovanissimo ma altrettanto preparato erede della famiglia Gatti. La degustazione di Franciacorta Brut, Nature e, in anteprima, il Franciacorta Brut Millesimo 2008, è stata accompagnata da uno squisito panino gourmet, realizzato dallo Chef Fausto Peci del Ristorante Albergo Rosa di Iseo. Dal primo morso ho capito immediatamente che non si trattava di un semplice sandwich: il pane era fragrante, con una superficie croccante ma soffice all'interno, la farcitura ben dosata (uno roast beaf, salsa olandese e funghi, l'altro salmone affumicato pomodorini confit e zucchine)!
Ecco il primo incidente di percorso: non sarei stata io se non mi fossi giustamente rovesciata addosso un'intero calice di Millesimato, no?!





Ore 11:00 Cantina San Cristoforo
A pochi passi di distanza, ci immergiamo in un'altra realtà vinicola, la cui accoglienza è decisamente differente.... Dopo una pseudo visita, tradotta in una spiegazione piuttosto sbrigativa, ci siamo intrattenuti al piccolo buffet di salami e Grana Padano che hanno piacevolmente accompagnato la selezione di ben quattro Franciacorta: Brut, Rosè, ND e Millesimato. Anche qui il contesto dell'azienda era davvero incantevole, un po' meno le maniere dei proprietari, più interessati purtroppo a vendere il prodotto che a far sentire a proprio agio gli ospiti.



Ore 12:30 Tenuta Vigna Dorata
Sempre nelle strette vicinanze di Erbusco, ci siamo spostati a Calino di Cazzago dove ad aspettarci c'erano gli organizzatissimi componenti dello staff Vigna Dorata. Dopo la registrazione, è iniziata subito il tour della cantina -a dire il vero, stavano aspettando solo noi per cominciare... i soliti ritardatari ovviamente!- che è stato spiegato in maniera chiara ed esaustiva dalla guida. Successivamente abbiamo pranzato con l'hamburger gourmet proposto dall'azienda vinicola, accostato ad un Franciacorta Brut e uno Rosè.
Il panino l'ho trovato molto buono, si vedeva che c'era un impegno e una ricercatezza particolare dietro agli ingredienti... peccato per la carne ed il pane un po' freddini, sicuramente caldi avrebbero reso ancora più speciale il gusto complessivo!



Ore 15:30 Ferghettina
Qui davvero il panorama superava ogni aspettativa: dopo esserci imbattuti su stradine di campagna disastrate si è aperta dinnanzi a noi la bellissima tenuta, da cui si potevano ammirare sia i vigneti circostanti che il Lago d'Iseo... Che dire, una vista da mozzare il fiato!
Abbiamo declinato l'ennesima visita e ci siamo inoltrati subito nello spazio adibito al buffet, assaggiando il Brut e il Rosè della cantina. Le tipicità gastronomiche (culatello, salame, formaggi) erano gestite dall'azienda agricola Berlinghetto, solo con supplemento.







Ore 17:00 Tenuta Contadi Castaldi
Eccoci all'ultima, ma non per importanza, tappa enogastronomica! La Cantina ci ha subito accolto in maniera ben organizzata e strutturata: alla visita, condotta da un baldo giovanotto molto carin... emh competente, è succeduta la parte degustativa. L'atmosfera è leggermente più cool e social: musica, personale giovane, qua e là si scorgevano cartelloni con gli hashtag (tipo #mifrizzalatesta) da utilizzare e una cornice instagram da usare nelle foto. Una cosa un po' più sprintosa diciamo.
Era possibile accostare una selezione di formaggi o salumi agli assaggi vinicoli, pagandoli ovviamente a parte.





Il bilancio della giornata, vino versato addosso a parte, è stato decisamente positivo.
La selezione delle strutture da visitare è stata azzeccatissima, sia per disposizione geografica (distavano pochi chilometri l'una dall'altra) che per tipologia di intrattenimento.
Ogni cantina ha saputo differenziarsi nell'ospitalità e nelle modalità organizzative, c'è da dire che il minimo comun denominatore è sempre e comunque stato un ottimo Franciacorta!

martedì 22 settembre 2015

Festa di Santa Croce di Montisola


Monte Isola è un isolotto situato al centro del Lago di Iseo, a pochi chilometri di distanza da Brescia. Ormai è divenuta famosissima la Festa dei Fiori, che ha origine ben secolo e mezzo fa e si ripete ogni 5 anni. Si svolge alla metà di Settembre, durante i festeggiamenti liturgici dell'Esaltazione della Santa Croce.




La tradizione vuole che i due piccoli borghi medievali di Carzano e Novale vengano addobbati a festa ed in ogni vicoletto, balcone e cunicolo del paesino vengano erette bellissime “Arcate” di legno ricoperte di rami di pino, fiori di carta, luminarie, accompagnati dalla rituale processione oltre a spettacoli, spari di cannone, fuochi d'artificio, stand gastronomici...


Io mi ci sono recata venerdì sera, e devo dire che all'imbrunire tutta l'atmosfera riesce a diventare ancora più magica: ogni arcata risplende tra luci e colori e i fiori si confermano i veri protagonisti di questa incantevole manifestazione!



Il processo creativo dei fiori è svolto rigorosamente a mano ed autofinanziato dagli abitanti dell'isola, le tecniche di creazione dei fiori sono tramandate di generazione in generazione, ma vengono affinate ad ogni nuova edizione. 

Vengono realizzati più di 200.000 fiori, esposti al pubblico con gioia e orgoglio dai loro creatori: la cosa che più ho apprezzato infatti, è proprio l'ospitalità delle persone che ci hanno accolto e fatto entrare persino all'interno dei cortiletti e delle abitazioni per poter ammirare meglio le splendide composizioni, frutto di mesi e mesi di lavoro.













venerdì 11 settembre 2015

Astino Expo 2015

Image source: http://site.astinoexpo2015.it/

Ieri sera trascinata dalle mie nuove amiche bresciane Laura e Samantha, mi sono ritrovata immersa in un paesaggio suggestivo e incantevole: il monastero di Astino, nei pressi di Bergamo. La struttura è stata completamente ristrutturata, ed adibita a favolosa location per feste ed eventi di eccellenza. Tra questi l' Astino Expo 2015, serata di degustazione di Franciacorta accompagnata da un piccolo rinfresco a base di culatello e Parmigiano Reggiano.



Il costo d'ingresso era di 20 onestissimi euro, che comprendevano calice personale da riempire a piacimento presso gli stand, accesso al buffet illimitato. Quindi se magna e se beve!
Il tutto era disposto nella corte interna del monastero, quindi eravamo all'aperto e le postazioni si trovavano sotto il porticato.



Ma non finisce qui!... Infatti oltre alla cornice meravigliosa in cui si inseriva la manifestazione, abbiamo potuto godere di un'eccezionale orchestrina jazz e visitare la mostra fotografica di Pepi Merisio. Ho adorato i suoi scatti, che ritraggono una realtà passata impregnata di storia e di ricordi. Visi anziani segnati dal lavoro nei campi, bambini che tentano di afferrare la pioggia, una sposa che si accinge ad inaugurare il pranzo matrimoniale. Persone semplici, incredibilmente vere e ricolme di valori. Le classiche tematiche che mi fanno stringere il cuore, e versare qualche lacrima silenziosa.

Photo by Samantha


Ho passato una serata diversa, particolarmente piacevole in un contesto da mozzare il fiato. All'interno del monastero c'è anche un ristorante, che consiglio vivamente di provare anche solo per la location, che apre lo sguardo sui vigneti circostanti.



Che altro dire? Buona musica, ottimo vino, spunti culturali ed ottima compagnia!
E il prossimo weekend... ci aspettano un sacco di eventi al Festival della Franciacorta!!!



mercoledì 9 settembre 2015

Settembre.

Image source: web

Settembre nella mia vita ha significato tante cose. Ai tempi delle scuole era un nuovo inizio, nuovi propositi, nuove promesse della serie "quest'anno studio, quest'anno sto attenta e faccio tutti i compiti a casa". Rivedere finalmente gli amici dopo la pausa estiva, rincontrare quel ragazzo carino in corridoio, i ricordi delle vacanze da raccontare subito alla mia compagna di banco... Settembre era... svegliarsi alle 7:00 e -con i capelli raccolti distrattamente in una coda arruffata- correre a prendere l'autobus in quelle mattinate pungenti, fatte di primi maglioni e giacche a vento, che venivano puntualmente rimossi nel corso della giornata e nel rientrare a casa mi ritrovavo sempre con tutto legato in vita. Le prime settimane di liceo erano sempre meravigliose: la mole di studio molto moderata, la ricreazione passata al sole, l'abbronzatura che ancora resisteva e ci donava quell'appeal in più.




Poi è arrivata l'università e settembre allora voleva dire test d'ingresso, nonché ultima tranche di esami, la speranza di esaurire finalmente il libretto. Un'estate passata a fancazzare allegramente, per ovvi motivi si concludeva in pazze full immersion sui libri!
In triennale passavamo intere giornate nell'aula di laboratorio tra cucire ed organizzare feste studentesche nei piccoli club che ormai erano diventati una seconda casa.



Era il periodo delle chiusure delle discoteche e locali di Jesolo, quindi delle serate più moleste, accompagnate da rispettivi hangover e sensi di colpa. mi sembra ieri... ore 6:30 compare l'alba e noi siamo ancora in pista. ore 7:00 ci sbattono fuori. 7:30 panino dalla vecchia. 8:30 colazione. 9 letto finalmente. ore 13:00 si apre un occhio per sbaglio. ore 17:00 pranzo. ore 19:00 forse iniziamo a riprenderci, ok studieremo domani ormai!
adesso se mi trovo a cena fuori alle 11 inizio già ad accusare la sonnolenza.




Ora settembre rimane comunque il mese che preferisco. Finalmente se n'è andato quel caldo insopportabile (quest'anno poi!), i colori si fanno dolci e la luce dorata rende ogni cosa più bella. Ci si sente intontiti forse, tristi per aver già usufruito delle ferie. La mattina la mia capacità di sgusciare fuori dalle coperte è ridotta al minimo. La brezza inizia a farsi sentire, indosso un cardigan caldo, mi faccio il caffè, stendo la lavatrice, mi dimentico di dar da bere alle piante. Scelgo i vestiti, faccio colazione, districo la chioma, metto la crema, predispongo la borsa del pranzo, agenda, chiavi.
La sera spese, preparo la cena, l'unica compagnia è quella della televisione, qualche libro inutile, parole crociate ed aspetto il weekend. Ogni tanto mi fermo e sto a guardare tutto quello che mi avvolge. Le nuvole che in un cromatismo inesprimibile si tingono di arancione per poi fondersi nel turchese.


Per me settembre rappresenta questo: una riflessione malinconica, ma dolce, una solitudine consapevole e a tratti rassicurante. Mi ritrovo sognatrice, nuovi progetti, nuovi orizzonti, nuovi obiettivi che spero di raggiungere presto.

Image source: Vogue archive

Lasciatemi sognare per ora, "wake me up when september ends!"